La corretta ripartizione degli oneri condominiali è spesso oggetto di discussioni. Generalmente, è la legge che stabilisce la divisione delle spese nel condominio, ma possono esserci casi in cui sia il regolamento approvato all’unanimità ad indicare modalità diverse. Non tutte le spese condominiali sono a carico di ogni proprietario. Alcuni costi, infatti, vanno sostenuti solo da alcuni soggetti, mentre altri sono a carico di tutti. Vediamo allora quali sono le spese condominiali e come vengono ripartite, per poi capire chi deve pagare. Accenniamo infine alle novità del superbonus 110% per i condomini. È necessario prima di tutto ricordare che all’interno di un edificio in condominio ci sono due diverse tipologie di beni: È proprio su questi ultimi che insistono le spese condominiali: in quanto parti comuni tutti i condòmini devono partecipare alla suddivisione dei costi. Ci sono diverse tipologie di spese in un condominio. Possono essere innanzitutto ordinarie o straordinarie. Le spese ordinarie riguardano la normale amministrazione dello stabile, come ad esempio l’energia elettrica, il gas, il giardinaggio o i compensi per la pulizia delle scale. Le spese straordinarie sono invece quelle dovute per interventi eccezionali e rari, come può essere una ristrutturazione o la riparazione di un cancello elettrico. Per quanto riguarda la suddivisione tra condòmini, le spese possono poi dividersi in spese generali e spese particolari. Le spese generali sono comuni e uguali per tutti, riguardando l’amministrazione e la conservazione dell’edificio. Sono spese generali quelle relative a: Le spese particolari, invece, sono calcolate in base al vantaggio che il singolo condomino trae dai beni o servizi relativi. Ciò accade quando i singoli proprietari fruiscono dei beni comuni in misura diversa. Per fare un esempio, le spese dell’ascensore sono pagate in misura maggiore da chi vive all’ultimo piano. Secondo quanto stabilito dal Codice civile agli artt. 1123-1126, il criterio di ripartizione delle spese generali è quello proporzionale, cioè basato sui millesimi. I millesimi sono le quote di comproprietà delle parti comuni rispetto al valore totale dell’edificio.Ognuno dei condòmini ha una quota millesimale, in relazione al valore della singola unità immobiliare.Quindi, le spese gravano sui comproprietari in misura proporzionale al valore della loro unità immobiliare espressa in millesimi. Come abbiamo visto, ciascun condomino deve partecipare alle spese comuni. Nell’ipotesi più semplice, il condomino è anche il proprietario, ma ci sono anche casi in cui l’unità immobiliare è concessa in locazione, in comodato o in usufrutto. Chi paga allora?Spese condominiali: cosa sono
Peraltro, l’impossibilità di rinuncia è imperativa, quindi non può essere derogata da alcun regolamento contrattuale (art. 1138 c.c.), né modificando la destinazione d’uso dell’unità immobiliare, salvo leggi speciali.
Quali sono le spese condominialiRipartizione delle spese condominiali
Rispetto alle spese particolari, l’art. 1123 cod. civ. stabilisce due criteri differenti:Spese condominiali: chi paga
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