Mediazione: il PNRR agisce sulla giustizia civile?

Ultimamente si sente spesso parlare di mediazione, di risoluzione delle controversie attraverso strumenti innovativi che non portino i contenziosi al giudizio. Suddette modalità stragiudiziali sono inserite all’interno del PNRR (Piano Nazionale Ripartenza e Resilienza) che mira a gestire i fondi stanziati dal Next Generation EU al fine di investire in digitalizzazione, salute e transizione ecologica dell’Italia.

Attraverso il PNRR si vuole snellire alcuni procedimenti, al fine di non disperdere risorse superflue ove possibile, anche nella Giustizia civile, e rendere più efficienti diversi settori per questo, tra le altre cose, incentiva all’utilizzo degli strumenti di ADR (Alternative Dispute Resolution). Ma di cosa si tratta esattamente e cosa effettivamente cambierà? Andiamo con ordine e capiamo nello specifico di cosa si parla.

Cos’è la mediazione civile?

La mediazione civile è uno strumento adottato da un terzo soggetto imparziale per assistere due o più soggetti al fine di risolvere una controversia, con l’obiettivo di trovare un accordo condiviso dalle parti senza giungere in tribunale. Ciò al fine di ridurre la necessità di accedere al Giudizio e favorire la risoluzione delle controversie in tempi brevi (entro al massimo tre mesi) e con costi definiti e contenuti.

Lo strumento della mediazione è stato introdotto in Italia nel 2011 a fianco della riforma del Processo civile e alla digitalizzazione e innovazione della Giustizia, per snellire e velocizzare quei procedimenti che non necessitano della decisione di un Giudice, ma che possono essere conclusi attraverso l’ausilio e il supporto dei professionisti. Gli avvocati sono necessari qualora la mediazione sia obbligatoria prima di procedere in Giudizio, altrimenti la loro assistenza è consigliata. Ad ogni modo la figura dell’avvocato è investita del ruolo di garante della legalità nella fase conclusiva della procedura e del raggiungimento dell’accordo.

Come si svolge la mediazione?

Per avviare il procedimento bisogna depositare la domanda di mediazione presso un Ente riconosciuto dal Ministero della Giustizia e che abbia la sede nel medesimo luogo in cui risiede il Giudice competente in merito alla controversia. Nel caso in cui si depositi la domanda presso due diversi enti, la mediazione avverrà presso l’ente che ha ricevuto per primo la richiesta.

Le parti, assistite dai propri avvocati, si incontrano presso l’Organismo di Mediazione prescelto - dopo circa 15 giorni dal deposito dell’istanza - nel quale il Mediatore professionista, figura preparata e formata appositamente, accompagnerà le parti nell’individuazione dell’accordo conveniente per entrambe.

La mediazione può essere obbligatoria in determinate circostanze, ovvero se il Giudice stabilisca che sia condizione di procedibilità o se è prevista da clausole contrattuali o compromissorie; è obbligatoria altresì se le controversie riguardano:

  • Diritti reali
  • Successioni ereditarie e divisioni
  • Patti di famiglia
  • Locazioni e comodati
  • Affitto di aziende
  • Risarcimento danni da responsabilità medico/sanitaria
  • Diffamazione e mezzo stampa o altro mezzo
  • Contratti di tipo assicurativo, bancario, finanziario
  • Condomini
  • Procedimenti possessori
  • Opposizione e decreto ingiuntivo: (solo dopo la concessione di concessione e sospensione dell’esecuzione provvisoria)

Esistono anche altre tipologie di mediazione: facoltativa e delegata; La mediazione facoltativa si ha quando una delle parti inviti l’altra (o le altre) a trovare un accordo e questa/e accettano. La mediazione è delegata quando è consigliata dal Giudice durante il corso della causa.

Al termine della mediazione

Finito il procedimento sono diversi gli esiti possibili, ovvero:

  • In caso di raggiungimento dell’accordo, il mediatore redigerà un verbale di conciliazione, le parti coinvolte elaborano il testo dell’accordo che costituisce il titolo esecutivo e questo in alcuni casi necessita di essere omologato dal tribunale;
  • Se l’esito è un insuccesso, il mediatore sarà tenuto a verbalizzarlo e le parti coinvolte potranno procedere in tribunale;
  • Se non si trova l’accordo, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione alla quale le parti possono decidere se aderire o meno.

Cosa succede se la mediazione non avviene?

Nel caso in cui una delle due parti non si presenti avanti al Mediatore vi sono specifiche conseguenze; se non si presenta “l’attore” (ovvero il soggetto che agisce in tribunale) il Giudice dovrà fissare un termine nel quale dovrà presentarsi dal Mediatore, se suddetto termine non verrà rispettato allora la causa sarà dichiarata improcedibile e quindi si chiuderà. Se invece non si presenta il “convenuto” (colui che si difende in tribunale) questi sarà condannato al pagamento delle spese processuali al termine del procedimento.

Questo perché proprio nella mediazione, differentemente dagli altri metodi di risoluzione stragiudiziali, si impone la partecipazione avanti al mediatore di tutte le parti coinvolte in ciascun incontro (d.lgs. 28/2010, art. 8 comma 1) affinché si giunga all’esito positivo della questione.

Chi è il mediatore?

La figura professionale del mediatore è molto delicata e oltre a dover possedere determinati titoli o qualifiche specifiche dovrà necessariamente essere dotato di capacità di ascolto, analisi e valutazione. Esiste poi un vero e proprio percorso formativo che prevede un primo corso e un aggiornamento almeno ogni due anni, solo a quest’ultimo partecipano anche gli avvocati che sono già mediatori di diritto.

Le competenze del mediatore devono essere multidisciplinari, per permettergli di valutare le questioni ad ampio spettro, utilizzare le giuste tecniche per ridurre e poi eliminare il conflitto e coinvolgere empaticamente le parti protagoniste della controversia. Nel primo incontro di mediazione, il professionista è tenuto a verificare se esistano i presupposti per la risoluzione stragiudiziale e qualora risulti l’impossibilità si procederà al Giudizio.

Sono molti i vantaggi della mediazione, sia alla luce dei costi contenuti e dei tempi ridotti per la gestione e l’auspicata risoluzione delle controversie; ma come tutto è importante che ci si affidi a professionisti qualificati, che sappiano come affrontare determinate questioni e supportare e assistere i propri clienti.

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